
Trascrivo una poesia che ho letto stamattina, sfogliando "La Gaia Scienza" di Nietzsche. Friedrich Nietzsche dici? E' forse un piceno? No!! Però sentite come coglie bene il ticchettare del picchio. ;-) Un bell'esempio di avanguardia ante-litteram del nostro filosofo-poeta che filosofava con il martello!
E dire che nel XXI secolo c'è ancora chi continua a scrivere poesie sui romantici tramonti e sulla luna!
Viva il Rumore!
LA VOCAZIONE DEL POETA
Di recente, per ristorarmi,
Me ne stavo seduto sotto alberi ombrosi;
E sentii ticchettare, ticchettare pian piano,
Leggiadramente, con ritmo e armonia.
Mi inalberai, feci smorfie su smorfie -
Infine però cedetti anch'io
Finchè, proprio come un poeta,
Presi a parlare facendo tictac.
Mentre così verseggiavo,
Dintorno mi saltellavano le sillabe, oplà;
Tanto che scoppiai a ridere, e risi
Per un buon quarto d'ora.
Tu un poeta? Tu un poeta?
Non sarai fuori di testa?
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
Chi attendo con ansia nella macchia?
Per chi mi sono appostato, come un brigante?
E' un detto? Un'immagine? D'un tratto
La mia rima è dietro di lui.
Quel che sguscia e saltella, subito
Il poeta trasforma in verso.
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
Forse che le rime sono frecce?
Come si dimena, trema e saltella
Quando la freccia penetra
Nelle parti nobili del suo corpicino di lucertola!
Ah, voi ne morite, poveracci
O barcollate come avvinazzati.
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
Battutine sghembe in tutta fretta
Paroline ebbre, quanto incalzano!
Finchè tutti voi, una riga dopo l'altra,
Non restate appesi alla catena del tictac.
Ed esiste gentaglia crudele
Che questo - gradisce? Son forse i poeti - cattivi?
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
Mi schernisci, uccello? Vuoi scherzare?
Se la mia testa è già messa male,
Non andrà ancor peggio al mio cuore?
Temi, temi la mia collera! -
Ma il poeta - intreccia rime
Anche se in collera, bene o male.
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
Di recente, per ristorarmi,
Me ne stavo seduto sotto alberi ombrosi;
E sentii ticchettare, ticchettare pian piano,
Leggiadramente, con ritmo e armonia.
Mi inalberai, feci smorfie su smorfie -
Infine però cedetti anch'io
Finchè, proprio come un poeta,
Presi a parlare facendo tictac.
Mentre così verseggiavo,
Dintorno mi saltellavano le sillabe, oplà;
Tanto che scoppiai a ridere, e risi
Per un buon quarto d'ora.
Tu un poeta? Tu un poeta?
Non sarai fuori di testa?
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
Chi attendo con ansia nella macchia?
Per chi mi sono appostato, come un brigante?
E' un detto? Un'immagine? D'un tratto
La mia rima è dietro di lui.
Quel che sguscia e saltella, subito
Il poeta trasforma in verso.
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
Forse che le rime sono frecce?
Come si dimena, trema e saltella
Quando la freccia penetra
Nelle parti nobili del suo corpicino di lucertola!
Ah, voi ne morite, poveracci
O barcollate come avvinazzati.
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
Battutine sghembe in tutta fretta
Paroline ebbre, quanto incalzano!
Finchè tutti voi, una riga dopo l'altra,
Non restate appesi alla catena del tictac.
Ed esiste gentaglia crudele
Che questo - gradisce? Son forse i poeti - cattivi?
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
Mi schernisci, uccello? Vuoi scherzare?
Se la mia testa è già messa male,
Non andrà ancor peggio al mio cuore?
Temi, temi la mia collera! -
Ma il poeta - intreccia rime
Anche se in collera, bene o male.
"Sissignore, lei è un poeta",
Scrollar di spalle dell'uccello picchio.
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